Car sharing e couchsurfing: risparmiare sui trasporti si può

Car sharing

In ottica di viaggi low cost stanno spopolando tanto in Italia quanto all’estero due innovative metodologie: il car sharing e il couchsurfing. Non certo indenni alle critiche di alcuni detrattori, presentano vantaggi e svantaggi, ma l’ago della bilancia pende indubbiamente sui primi.

Car sharing

Letteralmente tradotto “condivisione dell’automobile”, il car sharing fa proprio questo. Spiegato in maniera prosaica, l’utente prenota una vettura, la preleva da un’apposita area parcheggio (dove la deve ovviamente riportare a esaurimento della prestazione) usandola in regime di noleggio ed elargendo un corrispettivo economico esclusivamente a consumo. Trattasi di un esempio lampante di mobilità sostenibile il cui beneficio arrecato all’ambiente coincide in diretta proporzionalità con un’evidente convenienza addotta al completo svincolo del possesso dell’auto, utilizzata solo per necessità. Non essendoci proprietà, il mezzo si emancipa da bene di consumo a servizio non gravato da assicurazione, bollo, spese e naturali espletamenti tecnici, ergo foriero di notevole risparmio.

Da un altro punto di vista, il car sharing può essere considerato un autonoleggio la cui funzione è circoscritta a un numero di ore e una quantità di chilometri effettivamente percorsi. Non va però confuso con il car pooling, che permette invece di viaggiare in una sola auto insieme ad altre persone nell’ottica di un’equa divisione delle spese (benzina, pedaggi, imprevisti). Con il car sharing si risparmia sia circolando in città che fuori e i suoi vantaggi si amplificano nei riguardi dei guidatori occasionali per i quali la macchina non è abitudine ma eccezionalità non necessitante di garage, Rc Auto e quant’altro.

Couchsurfing

Il couchsurfing non ha invece niente a che vedere con l’uso di una vettura ma si riferisce a un vero e proprio scambio di ospitalità consistente nel prendere in affitto il divano di una persona o un nucleo famigliare che si rende disponibile a ospitare un viaggiatore o un turista, a questo punto divenuto un couchsurfer. Viaggiare risparmiando è possibile grazie a pochi click entro determinati siti web che contengono svariati annunci preposti a offrire disponibilità ma anche a richiederla conciliando sia la domanda che l’offerta nella piena bilateralità. Di norma il couchsurfing non prevede transazioni di denaro ma soltanto favori di gratitudine o atti a ricompensare senza pecunia, in breve baratti puri e semplici per nulla impegnativi. Indubbiamente sorgono non poche remore in relazione a quel concetto chiamato fiducia, oggigiorno difficile da dare o da guadagnare: l’idea di trovarsi in casa di sconosciuti non alletta, ma è pur vero che la capacità di discernimento influisce sulla spinta a sfruttare un’occasione di certificato risparmio in fuga dall’onere di hotel e alberghi.

Car sharing e couchsurfing nella società moderna

La considerazione finale colloca il car sharing e il couchsurfing nella prole della tecnologia in quanto reali prodotti derivati da internet, reperibili in massima parte online e sicuramente vantaggiosi. In particolare il couchsurfing non è che un modo – risparmio a parte – utile a favorire l’incontro sociale, il rapporto interpersonale e, perché no, nuove amicizie.

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